Slow tour a Sassello (Savona, Liguria)

Sassello, nell’entroterra ligure, è una meta turistica ideale per uno slow tour

Tra l’entroterra genovese di Ponente e le colline dell’Alto Monferrato si estende un territorio favoloso, coperto da folti boschi dove crescono squisiti funghi, si possono fare lunghe passeggiate per i sentieri che si snodano nel Parco Naturale Regionale del Beigua, e dove coloratissimi borghi raccontano la storia del territorio che risalirebbe al Paleolitico. Il prestigioso marchio di qualità turistico-ambientale delle Bandiere Arancioni del Touring Club è nato proprio qui e Sassello è stata la prima località italiana a venirne insiginita.

Cavalli all'Agriturismo Romano Francesco di Sassello

A introdurci nelle bellezze della natura incontaminata di Sassello è nientemeno che un cucciolo di capriolo, timido ma curioso, che attraversa la strada davanti a noi. Una volta in paese, le persone del posto ci raccontano che l’avvistamento di animali tra cui anche lepri, martore e svariati uccelli rari, qui è all’ordine del giorno.

Capriolo nel Parco del Beigua

Cosa vedere a Sassello: passeggiata tra monumenti e storie

Iniziamo la nostra passeggiata dal centro storico, ammirando gli edifici religiosi che s’inseriscono tra le stradine tipicamente liguri. Visitiamo la chiesa della Santissima Trinità, consacrata nel 1725 in cui un affresco, realizzato da Paolo Gerolamo Brusco, ci permette di scoprire l’importante tradizione siderurgica del paese, che probabilmente risale al Trecento, periodo in cui i Pizzorno vi introdussero le prime ferriere. L’artista infatti, ha raffigurato gli Apostoli modellandoli alle somiglianze di undici barbuti ferrieri, immortalando così gli artigiani che per secoli hanno fatto la storia industriale di Sassello.

Chiesa della Santissima Trinità di Sassello

Il primo edificio di culto del paese fu invece la chiesa di San Giovanni Battista, eretta nel XI secolo. Al suo interno si trova anche una statua di Anton Maria Maragliano. In centro visitiamo inoltre la cinquecentesca Basilica dell’Immacolata Concezione, anticamente annessa a un convento di frati minori e la chiesa di Sant’Anna.

Chiesa di Sant'Anna a Sassello

Sassello ha anche dato i natali a una beata, Chiara Luce Badano, la cui storia miracolosa di fede è avvenuta in tempi molto recenti. La ragazza, nata nel 1971 e morta a soli diciott’anni, apparteneva al movimento dei Focolari e al suo nome è legata la guarigione miracolosa di un giovane triestino.

Basilica dell'Immacolata Concezione a Sassello

Per scoprire un altro pezzo di storia saliamo al fortilizio di Bastia Soprana, eretto verso la metà del Duecento in posizione dominante su una collinetta non lontana dal centro. Oggi del castello rimangono pochi ruderi e la torre circolare. Dopo la distruzione del maniero ne fu eretto un altro, Bastia Sottana, di cui si sono salvati vari spazi, tra cui porzioni di mura.

Bastia Soprana a Sassello

Il Museo Perrando di Sassello

Il fascino del passato ci colpisce anche durante la visita delle preziose collezioni del Museo Perrando che conserva molti reperti fossili, oggetti preistorici, utensili medievali, ma anche ceramiche e mobili d’epoca.

Il Museo Perrando, donato da Ebe Perrando, ultima erede della famiglia, viene inaugurato ufficialmente il 17 settembre 1967.

Museo Perrando a Sassello

La sala 1 del museo contiene alcune centinaia di  reperti fossili raccolti da Don Pietro Deo Gratias Perrando che  può essere considerato l’esponente più famoso della famiglia. Una parete dedicata alle incisioni rupestri  del Monte Beigua ci introduce alla sala  2, dove sono esposti numerosi reperti preistorici che attestano la presenza dell’uomo in queste zone dal paleolitico all’età del bronzo. La sala 3 è dedicata all’archeologo sassellese  Giambattista Rossi, con una splendida raccolta di materiale archeologico donata dalla nipote Giuseppina.

Nella sala dedicata al medioevo troviamo invece i reperti rinvenuti alla Bastia Soprana, tra cui numerose frecce di balestra e monete. Entriamo ora nella sezione dedicata alla famiglia Perrando con la biblioteca su cui si affacciano 4 sale, dove sono esposti quadri, ceramiche e mobili di notevole fattura.

Museo Perrando Sassello

Nel 1995 viene creata, in quelle che erano le cantine del palazzo, la sezione di cultura materiale intitolata Dalle ferriere alle fabbriche di amaretti. Nel 2012 nasce il plastico dedicato alle vecchie attività di Sassello. Qui, nel paesaggio realizzato con materiale di recupero, vengono rappresentate le ferriere, i maniscalchi, i segantini, i carbonai, le amarettaie, nonchè il teatro di Sassello che vanta una tradizione sin dal 1700. Nel 2014 viene inaugurato il Nuovo Polo Museale Perrando presso il vecchio convento dei cappuccini. All’interno si trovano la sala Bianchi con opere di arte contemporanea e la sala napoleonica.

Erbario del 700 Sassello

A Sassello siamo all’interno del Parco del Beigua

Il Parco naturale regionale del Beigua è un’area naturale protetta della Liguria in un territorio che si estende tra la città metropolitana di Genova e la provincia di Savona, e comprende il monte Beigua alto 1287 metri.

Sentieri nel Parco del Beigua

Il comprensorio del Beigua il cui patrimonio geologico è tutelato dall’Unesco, rappresenta la più vasta area naturale protetta della Liguria, riconosciuto come Geoparco internazionale nell’ambito della rete europea dei Geoparchi e della Rete Globale dei geoparchi dell’Unesco.

Il Parco si estende su oltre 8.700 ettari, offrendo ai turisti e agli escursionisti centinaia di chilometri di sentieri immersi in una natura incontaminata dove si possono ammirare panorami incantevoli di paesaggi boschivi popolati da una ricca fauna di cui fanno parte, oltre a cinghiali e caprioli, anche martore, bianconi, poiane, acquile e gufi reali, per non parlare di una folta schiera di anfibi.

escursionisti nel Parco del Beigua

Escursioni, passeggiate, relax e buona tavola a Sassello

Il paesaggio di straordinaria bellezza di Sassello, la sua aria pulita e le numerose opportunità turistiche che offre, rendono il suo territorio meta ideale degli escursionisti e di chi è in cerca di relax. Nelle numerose strutture di accoglienza turistica è possibile ritrovare se stessi godendosi un soggiorno tra tutte le comodità, ma a contatto con la natura, si possono praticare sport e ci si può dedicare al dolce far niente. Si può imparare ad andare a cavallo, si possono conoscere gli animali da allevamento e fare grandi scoperte tra cui il fatto che nessuna razza bovina è di color viola.

Veduta Agriturismo Romano Francesco

Tra una passeggiata e l’altra non si resiste certo a degustare le bontà culinarie del luogo, tra cui piatti a base dei profumatissimi funghi di Sassello, pietanze preparate con la carne degli allevamenti e delle macellerie del territorio, per non parlare dell’eccellenza forse più rinomata del paese, gli amaretti.

Sassello, ma quante bontà! Pane, amaretti e funghi

Tra le cose che fanno di Sassello una meta turistica ideale c’è senz’altro il suo ottimo cibo e l’attenzione che in paese si presta alla genuinità dei prodotti. Dal grano alla carne, dai funghi al miele fino agli amaretti, qui è impossibile non farsi venire l’acquolina in bocca.

Il pane a chilometro zero di Sassello

In un’epoca in cui quasi tutto ci arriva a bordo di tir partiti da chissà dove, la filera corta alimentare che si realizza a Sassello è quasi come un miracolo. Un miracolo della natura e dell’impegno umano, come quello riassunto nel detto: Sotto la neve c’è il pane.

Infatti, quando le colline sassellesi sembrano dormire sotto un morbido manto bianco, il grano, seminato tra la terza settimana di settembre e la prima settimana di ottobre, pensa già all’estate. A fine luglio si fa la mietitura e la trebbiatura, e si festeggia la raccolta. Mentre la paglia finisce nelle stalle, i semi vengono macinati al mulino di Sassello, che lavora ancora col metodo antico, a pietra, schiacciando i semi senza bruciare la farina.

Il mulino di Sassello

La farina del mulino viene poi lavorata al Panificio Tre Torri, rimasto ormai l’unico che utilizza esclusivamente il grano di Sassello. Nascono così i tradizionali tirotti, ovvero il pane tipico di Sassello, fatti sia con le patate che nella versione antica, con i granelli di sale sopra, un tempo ritenuti una preziosa fonte di minerali per chi lavorava in campagna. Tra i circa trenta tipi di pane preparati dal panificio ci sono anche focacce, ciabatte, filoni e la grissa, oltre al pane di grano duro e al pane di lievitazione naturale col lievito madre.

I tirotti di Sassello

I celebri amaretti di Sassello

Si narra che tempo fa gli anziani genovesi dicessero se qualcuno stava poco bene: “Portatelo a Sassello che si ripiglia”. Oltre all’aria buona e sana, dietro a questo detto probabilmente si celava anche un altro segreto: chi aveva bisogno di ritrovare le proprie forze, solo qui poteva contare su un toccasana dolce e speciale che accarezzasse il palato e l’anima: i famosi amaretti di Sassello.

Le origini di questo dolce si perdono nella notte dei tempi, secondo qualcuno risalirebbero al Rinascimento, o forse addirittura al Medioevo. Si narra anche che fosse stato inventato nella prima metà del ‘700 da un bravo pasticcere della corte dei Savoia.

Amaretti di Sassello

Gli amaretti di Sassello divennero presto tra i più famosi d’Italia, e il boom economico ha fatto sì che diversi laboratori si trasformassero in piccole industrie. C’è stato invece chi, con grande lungimiranza, aveva scelto di mantenere le caratteristiche totalmente artigianali della propria produzione. È il caso di Antonio Giacobbe, che dopo una lunga gavetta, cominciata ancora ragazzino presso un importante laboratorio dolciario di Sassello, nel 1955 fondò la sua azienda con l’intento, mantenuto anche dalle generazioni che l’avrebbero seguito, di produrre gli amaretti tradizionali con metodi esclusivamente artigianali.

Amaretti Giacobbe Sassello

L’arte dell’amaretto è racchiusa in ogni pezzo fatto a mano, solo con l’utilizzo di pochi ingredienti genuini: mandorle, zucchero e albume d’uovo. Dopo un’accurata lavorazione, gli amaretti vengono cotti in forno e incartati manualmente uno ad uno per creare un dolce arcobaleno fatto di circa diciotto tipi di amaretti tra cui quelli al chinotto, alla castagna, al pistacchio, alla nocciola, ma anche con uvetta e pinoli, al cioccolato o agli agrumi.

I funghi di Sassello: da gustare e da ammirare al museo

Chi li ha mai assaggiati, lo sa: i funghi di Sassello hanno una marcia in più. Profumatissimi e di qualità eccelsa, crescono numerosi nei folti boschi del territorio diventando durante l’autunno protagonisti incontrastati della cucina. Il Consorzio dei Funghi di Sassello conta circa 900 proprietari per una superficie di quasi 4 mila ettari.

Museo del Fungo Sassello

Anche se da queste parti i funghi sono di casa, sorprende ritrovarli addirittura come pilastri di un tavolo in salotto, o come base di un abat jour, o addirittura all’interno di una bella scacchiera. Per vedere queste insolite e geniali interpretazioni dei porcini sassellesi basta recarsi presso lo stabilimento dell’Artigiana del Fungo, situato in località Aicardi, lungo la strada che da Acqui porta a Sassello.

Museo del Fungo Sassello

Nata nel 1996 come laboratorio artigianale di produzione di conserve alimentari, l’azienda si distingue per la massima cura della qualità delle materie prime, la ricerca di prodotti agricoli e forestali freschi, e per la lavorazione manuale dei prodotti. I funghi sott’olio, fiore all’occhiello dell’azienda, vengono invasati uno a uno, unico metodo in grado di consentire una presentazione estetica come quella di questi prodotti. In azienda è presente anche un museo del fungo e delle attività contadine, insieme a una mostra micologica permanente.

Se i funghi hanno già di per sé una forma curiosa e divertente, presentati sotto forma di Arredalimentari, ovvero come parti integranti di arredi veri, assumono addirittura valenza artistica.

 

PER INFORMAZIONI:

 

capretta Agriturismo Romano Francesco di Sassello